Com'è nata l'intervista al Pittore Reggiano Sergio Rabitti!

La mia prima videointervista

5/8/20243 min read

Chissà da dove nascono le idee? Ho letto da qualche parte che le idee sono semi di azioni!

E' con questo spirito che ho iniziato delle video interviste ad artisti di strada; certo l'idea mi venne dopo un anno dalla pubblicazione del mio primo libro "Diario di un artista di strada", pensai che fosse una buona idea conoscere altri artisti di strada che come me avevano intrapreso questa strada, per fare un esperienza, per un periodo, o per farne proprio uno stile di vita.

Il pittore Sergio Rabitti lo conobbi per la prima volta sfogliando un suo catalogo in un circolino nel centro di Reggio Emilia; da subito mi colpirono i colori, del catalogo stesso, e anche dei disegni stampati all'interno, oltre ai soggetti che Sergio usa per le sue opere. Aprendo il catalogo ci imbattiamo appunto in rotoli di carta igienica che prendono vita, water che fanno funzione di porta fiori, tutta una collezione di "Babbi Natale" in varie circostanze, da quello in vespa in mutande, quello che spinge una Ferrari che è rimasta a secco di benzina, o addirittura un Babbo sulla tazza del water che legge semplicemente il giornale.

Quindi, conobbi Sergio così diversi anni fa, poi l'idea di intervistare artisti di strada, e contemporaneamente una sera vidi Sergio nella piazza più frequentata di Reggio Emilia con una sua tela che la mostrava ai presenti.

Mi avvicinai a lui, mi presentai e gli chiesi se gli andava di essere intervistato; Sergio non ci pensò due volte e accettò subito mettendomi al corrente che era stato già intervistato addirittura dalla RAI e dalla Gazzetta di Reggio, ma che accettava di buon grado anche la mia modesta intervista perchè per al suo lavoro non poteva che giovare.

Tutto iniziò così...

Ora, il discorso è che io avevo messo appena il naso in quello che è il mondo del video, un mondo complesso che richiede attrezzatura, competenze tecniche e professionali.

Fortunatamente per quella mia prima intervista riuscì a convincere ad aiutarmi un amico, che allora conoscevo poco, che è un regista professionista che si chiama Richard Moyse; senza il suo aiuto e la sua attrezzatura sarebbe stata veramente un fiasco, ma io sono così, o perlomeno cerco di esserlo sempre di più, e cioè se sento di voler fare una cosa cerco di farla anche se non ci sono i presupposti, soprattutto se ho l'idea ma non so assolutamente da dove inizare; questo perchè ho capito negli anni che basta fare il primo passo e poi la strada si apre un pò da sola, l'universo ci viene incontro e ci manda le persone e le circostanze di cui necessitiamo. Quindi questo per me è stato ed è tuttora un grande insegnamento che questa esperienza mi stà lasciando; se si aspetta di essere pronti a fare qualcosa, quasi sempre non la inizieremo mai. Per vivere non bisogna essere pronti, ma semplicemente aperti e curiosi, intraprendenti e attenti, entusiasti soprattutto.

Fatte le riprese veniva la parte più difficile e cioè metterle insieme ed iniziare il mio primo "Montaggio". Come primo avevo davanti a me una bella sfida perchè registrammo con due camere, tre audio, e insomma, per me era la prima volta dopo un corsetto di montaggio di una trentina di ore.

Comunque, vale il discorso di prima, non saprei dire adesso come riuscii a farcela, ma in molte ore e vivendo anche molti momenti di sconforto, supervisionato ogni tanto da Richard Moyse che devo dire mi dava un programma da seguire ma senza metterci troppo mano, perchè sosteneva giustamente che avrei dovuto farlo io per imparare e per farlo come a me piaceva, alla fine ce la feci.

Di lui mi ha colpito molto la sua ironia, la sua fanciullezza, stare con Sergio è come stare con un bambino che si diverte a disegnare. Ci tiene molto al suo lavoro e si impegna tanto anche nel divulgare quello che fa. Se tanti artisti fossero bravi come lui a farsi pubblicità tra la gente forse ne conosceremo molti di più di quelli che conosciamo.

Un altro aspetto importante è il suo prendere sul serio quello che fa, ma non prendersi troppo sul serio lui stesso, questo soprattutto per chi crea è molto importante.

Con Sergio di tanto in tanto ci si vede per strada, mi ha anche regalato una tela di un Babbo Natale in vespa in mutande, e mi fa piacere che mi informa di essere molto famoso dopo questa intervista.