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Album


IM-PERFETTO
Quest'album è una piccola raccolta di mie improvvisazioni al pianoforte. L'improvvisazione si è sempre usata per comporre, nel senso che improvvisando a volte nascono delle melodie, dei passaggi, dei semi di idee che poi possono essere sviluppati dal compositore per dare vita a una musica nuova. Nel mio caso questi germogli di musica erano rimasti li, e rimasti tali, a volte delle vere e proprie musiche finite, e visto che non arrivava mai il momento dell'"aggiustamento" di queste, dopo qualche anno mi sono deciso a riprenderle e a pubblicare le "migliori" così come nacquero al momento, senza nessuna modifica, anche perchè nel frattempo non sarei stato nemmeno in grado di risuonarle così come si sentono in questo disco. Da qui il titolo IM-PERFETTO proprio perchè presentano anche imperfezioni date dal fatto che stavano nascendo in quel momento.


Paolo Tempesta me lo presentò un amico musicista che aggiustava le biciclette in zona stazione a Reggio emilia. "Anche lui suona" mi disse. Ci scambiammo il numero e da li a poco ci incontrammo. Io ritornavo a casa di mia madre da Bologna con qualche ferita e con zero prospettive future, ma a Reggio condividevo una saletta con altri amici in un garage sotto un centro commerciale. Paolo viveva in città da poco, si era trasferito grazie a un lavoro come grafico e cercava qualcuno con cui suonare; a me interessava molto la sua provenienza dal post-rock e noise, musica che mi ha sempre affascinato per le sue trame larghe nelle quali poterci mettere lunghi testi e qualsiasi altra cosa. "MUSICA TOTALE" era quello che volevamo fare con questo progetto; non identificarci con un genere, ma esprimerci a 360 gradi, esprimere quello che era il nostro bagaglio di esperienze e influenze, e trasformare in musica gli stati d'animo di quel periodo.
Suonammo per un po, registrando con il telefono di tanto in tanto le prove; poi il progetto si fermò, lasciai la saletta, e ognuno continuò con la sua vita anche se l'amicizia non si fermò mai tra noi. Con la pandemia e il Lockdown decidemmo insieme di riprendere quelle registrazioni delle prove e di provare a dargli un taglio; contemporaneamente ritrovai sei scritti che tenevo su un quaderno; erano 5 storie più un testo di domande aperte ( il testo di America). Proposi questi testi a Paolo, e ci mettemmo a lavorare. Io registravo con il cellulare i testi e gli mandavo la registrazione e lui tagliava e metteva insieme parti delle musiche. Isolammo 6 melodie e ci concentrammo su quelle. Il risultato finale è quest'album che chiamammo Renaissance, come buon augurio e un auspicio, visto che i testi parlano di storie difficili, e il periodo che stavamo vivendo non era certo da meno. Rinascere quindi, partendo dalle macerie, guardare le nostre miserie, e poi trascenderle, andare oltre e vivere.
Renaissance











