è ORA IL MOMENTO
Day By Day
Pasquale De Luca
11/11/20262 min read


Da molti anni frequento quasi quotidianamente il cosiddetto 'Parco delle Caprette' di Reggio Emilia; un polmone importante della città dove in tanti andiamo a passeggiare e fare sport. Se non sbaglio due anni fa mi imbattei in quest'uomo che, come me, tutti i giorni frequentava il parco. Lo vedevo camminare in abbigliamento sportivo con legato alla schiena un tappetino da esercizi. Quello che mi incuriosiva di quest'uomo era sicuramente la sua tenacia perchè lo incrociavo sempre quando andavo al parco, sempre negli stessi orari, ma soprattutto il suo volto mi colpiva molto, un volto che quando non sapeva di essere guardato aveva delle espressioni sofferte, malinconiche, cupe forse...
Piano piano cominciammo a salutarci e a conoscerci e devo dire che Max quando saluta e parla in realtà è molto sorridente, ma a me erano rimaste impresse le altre espressioni; fu così che un giorno al parco mi partì questo trip, cioè mi immaginai che storia potesse avere Max, ma non per forza la sua storia vera, ma secondo me che storia potesse avere, e così come un fulmine, un immagine chiara mi si defini in testa, era la storia di uno che tutti i giorni va al parco ad allenarsi, lavora, torna a casa, magari vive solo, e via così, giorno per giorno, Day By Day appunto.
Ovviamente l'accezione non era un accezione positiva, ma quel volto, quella routine mi ispirò un Tipo di Persona, che magari non era realmente lui, che viveva in questo modo ossessivo e ripetitivo tutte le sue giornate senza troppe emozioni, in solitaria per lo più, che parlasse poco con gli altri, che avesse pochi rapporti, un tipo di persona che esiste sempre più nella nostra società, un tipo che era rimasto da qualche parte incastrato con la vita e si ritrovava a condurre questa esistenza abitudinaria e fredda, senza slanci ma forse senza nemmeno cadute; mi sembrava il prototipo del tipo medio a cui potremmo andare incontro se non riprendiamo il timone delle nostre organizzazioni di vita.
Poi passò almeno un anno senza che andassi da lui a parlargli di quest'idea che avevo avuto, e questo per due motivi, anzi un motivo fondamentale: Io non avevo mai girato un film e quindi Chi mi credevo di essere di andare li e parlargli di questo progetto? Chi mi credevo di essere Fellini?
Poi successe che un amico che invece aveva fatto esperienza di cinema mi propose un giorno di fare un progetto insieme, Decidi tu mi disse, Hai un progetto in mente che vorresti realizzare? Si gli risposi, è questa storia qui, così presi coraggio e dopo un anno circa mi recai al negozio che gestisce Max e gli parlai di questa visione che avevo avuto, al che lui senza neanche che gli chiedessi qualcosa mi propose: Bè potrei interpretarlo questo personaggio di cui parli?
Da li poi tutto ebbe inizio